Dopo Luca che ha lanciato l’invito a scrivere qualcosa su “cos’è un blog“, è arrivata una proposta di discussione anche da Marco Camisani Calzolari che si fa un pò di domande sul web 2.0 e la deriva ( o bolla? ) che ne segue.
Io, nel mio piccolo, mi riconosco perfettamente nel web partecipativo come lo descrive Marco “l’utente nel farsi i fattacci suoi, genera valore anche per gli altri” ![]()
Nel senso che io mi faccio i fatti miei, pubblico cose che mi va di pubblicare (più o meno personali) e c’è chi apprezza e chi invece mi legge e non torna più.
Questo per un incipit.
Ora, parlando poi delle mille aziende che si buttano a pesce sul web 2.0, penso che ci sia da distinguere : le grandi (Yahoo!, Google, Microsoft, per citarne alcune) sono tutt’altro che svantaggiate perchè hanno dietro capitali e personale, e trovo difficile pensare che non possano cavalcare l’onda cercando di monopolizzarla con un “surf” sempre più largo; le piccole aziende, le starup, come le nuove aziende in molti altri campi, dovranno inventarsi qualcosa come hanno fatto Larry Page e Sergey Brin quando si sono inventati Google.
Penso e spero che chi parta con una startup ora (scusate il gioco di parole) si ricondi, io aveva appena cominciato l’università , della bolla del “web 1.0″… in cui si pagavano centinaia di migliaia di lire per una pagina web (fatta con FrontPage!!) e che è finita con un crak notevole.
La domanda che fa Marco “Cosa succederà quando incomincerà lo sfoltimento fisiologico?” è più che legittima. Prima o poi questo sfoltimento avverrà , il punto è cercare di valorizzare al massimo l’idea che si è avuta. Cercare di farla crescere, guadagnarci se era quello per cui si era partiti. Se hai l’idea giusta, la sai vendere e dimostri di avere le capacità per realizzarla sicuramente troverai persone che sfrutteranno queste tue capacità .
Infine poi per quel che mi riguarda personalmente sono uno dei più “diffidenti” navigatori del web (almeno credo). Cerco solo servizi “essenziali” e mi affeziono/uso solo a quelli che mi sono veramente utili. Non sono un grande sperimentatore o smanettone di ogni novità . Cerco di stare dietro alle novità ma verso alcune applicazione (mai dire mai) non riesco ad avere interesse.
Quindi alla domanda “E’ quindi corretto continuare ad aumentare i dati che si affidano ai servizi online oppure no?” rispondo che : si, è corretto aumentare i dati che si condividono per il fatto stesso di vivere un web in maniera partecipativa, ma allo stesso tempo non dobbiamo aspettarci che quel materiale sarà per altri importante (lettori e manutentori dei servizi) a meno di contratti ben specifici
. Io semplicemente mi auguro di vivere il web come una possibilità in più e sfruttarla nel migliore dei modi. Poi se mai riuscirò ad avere una mia startup ci metterò anima e corpo e potrò parlare anche con cognizione di causa
Sarà … ma gli ultimi post mi vengono più “seri”
(e anche un pò pieni di “ideali”…troppi?…)
Posted under blog, futuro, pensieri
This post was written by Filippo on February 2, 2007


Ciao Filippo.
grazie del contibuto.
Marco
NOOO!
Ben vengano gli ideali!
Ne sento parlare così poco sia tra quelli della tua età (se partecipi al concorso per i blog sei