Da "Il Silmarillion" di J.R.R. Tolkien:
"Si dice infatti che, dopo che i Valar si furono dipartiti, vi fu silenzio, e per un’era Ilúvatar se ne stette solo a pensare. Poi parlò e disse: ‘Ecco, io amo la Terra, la quale sarà una casa per i Quendi e gli Atani! Ma i Quendi saranno le più leggiadre di tutte le creature terrene, e possiederanno e concepiranno e produrranno più bellezza di tutti i miei Figli; e avranno la maggior felicità di questo mondo. Agli Atani però intendo concedere un nuovo dono’ .
Volle dunque che i cuori degli Uomini indagassero di là dal mondo, e in questo mai trovassero pace; ma che avessero la facoltà di plasmare la propria vita, tra le potenze e i casi del mondo, oltre la Musica degli Ainur, la quale è come un destino per tutte le altre creature; e per opera loro ogni cosa sarebbe stata, in forma e azione, compiuta, e il mondo definito sino all’ultima e alla più minuscola di tutte."
Questo è solo un piccolo paragrafo del libro, e invito tutti coloro che hanno letto la trilogia de "Il Signore degli Anelli" a leggere anche questo libro.
Se non avete letto già "Il Signore degli Anelli" allora vi consiglio di leggere prima quella trilogia e poi questo libro. Cronologicamente i libri legati fra loro in maniera più "fitta" sono "Il Silmarillion", poi "Lo Hobbit" e infine la trilogia de "Il Signore degli Anelli". Il problema però è che tra "Il Silmarillion" e gli altri due c’è una netta differenza: il primo è come una "bibbia" o "genesi", per essere più precisi, della Terra-di-Mezzo, e quindi è scritto in maniera molto diversa dagli altri. Vi consiglio quindi se volete una lettura che parta magari in maniera più "interessante" di partire da "Lo Hobbit" per poi passare a "Il Signore degli Anelli" e poi concludere con "Il Silmarillion", che secondo me va letto più per curiosità e "passione" altrimenti ci si annoia e basta.
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This post was written by Filippo on March 23, 2006

